inquadratura: la regola dei terzi

precious sandalsprecious sandals02,

Ciao a tutti,

per iniziare quest’avventura vorei parlare di un argomento che gode spesso di scarsa attenzione, ma che può in realtà cambiare notevolmente l’mpatto emotivo di un’immagine: la regola dei terzi.

La regola dei terzi riguarda una semplice griglia immaginaria, posta visivamente al di sopra dell’immagine stessa, che la divide in nove parti uguali. Di fatto, ciò crea quattro punti di intersezione delle linee, che sono i punti migiori in cui centrare il vero soggetto dell’immagine. Questi quattro punti ci permettono di decentrare il soggetto, dando così dinamismo all’immagine, e allo stesso tempo ponendolo in un punto in cui lo spettatore è più portato a rivolgere la sua attenzione.

Non è vero infatti che il primo punto di un’immagine che si guarda è il centro: l’occhio tende per abitudine a cercare proprio questi quattro punti, portando così un soggetto decentrato ad essere visivamente più attraente di uno centrale. Mettere il soggetto esattamente al centro dell’immagine crea infatti una sensazione di grande staticità, che se non voluto a priori, porta l’immagine ad essere opaca e priva di vitalità.

In realtà anche il posizionamento del soggetto al centro di uno dei nove riquadri crea immediatamente delle sensazioni percettive paticolari e diverse una dall’altra, ma non è in quest’articolo che voglio dilungarmi su quest’argomento.

Trovo che sia molto utile nel momento dello scatto, immaginare questa griglia all’interno della nostra inquadratura: è una cosa molto semplice, ma che molti fotoamatori non tengono in considerazione, sottovalutandone le potenzialità comunicative.

Come potete vedere nelle mie foto di esempio, il punto di perfetta messa a fuoco, ricade in basso a sinistra, dando all’immagine una vitalità che altrimenti non avrebbe avuto.

Esistono in commercio anche dei mirini per le reflex di fascia medio alta, che hanno già incisa la griglia in questione, e non dovrebbero avere un costo elevato: li ritengo però più adatti a chi si occupa di fotografia paesaggistica o di soggetti statici, in quanto sui soggetti in movimento (soprattutto se veloci) diventerebbe inutilizzabile.

Spero di aver stuzzicato l’interesse di qualcuno con questo articolo, e mi aspetto di sentire tutte le vostre osservazioni, come anche le vostre critiche. Nel frattempo vi ringrazio per i commenti che mi avete lasciato settimana scorsa, e vi dò appuntamento alla prossima settimana. Ciao a tutti!

Photostar

2 Risposte a “inquadratura: la regola dei terzi”

  1. Purplishic Dice:

    Bel blog… tienilo aggiornato che lo seguo volentieri!

  2. ema Dice:

    ciao, intanto volevo dirti che trovo molto interessante e utile questo blog. E’ da parecchio tempo che mi dedico alla fotografia per piacere soprattutto e solo da poco ho scoperto la regola dei terzi leggendo dei libri, i fotografi che ho conosciuto, invece, non me ne hanno mai parlato, come mai? penso che sia una buona regola da seguire.

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