Archivio per Marzo 2007

Dominanti di colore

Marzo 25, 2007

Bimota Gobertfotoritocco1fotoritocco2fotoritocco3

Ciao a tutti,

oggi vorrei continuare sulla linea del discorso iniziato la volta scorsa. Effettuando un servizio fotografico in un capannone chiuso durante un’esposizione relativa agli sport motoristici, mi è capitato di ottenere delle foto decisamente gialle. Di fatto in situazioni di luce mista, e in mancanza del flash, è impossibile ottenere foto dai colori perfetti.

Nella foto n.1 si può ben vedere come vi sia una dominante cromatica gialla che investe tutta la foto: questa cosa si può rilevare anche puntando il contagocce di Photoshop su un punto della foto che si presume sia bianco. Nel pannello info, potrete vedere che le percentuali dei colori indicano una netta prevalenza del giallo, mentre nel bianco i colori dovrebbero essere pari.

La prima cosa che consiglio di fare con Photoshop per correggere questo problema, è andare a cercare nei livelli di regolazione. Nella palette dei livelli, troverete in basso alcuni simboli, tra cui un cerchio bianco e nero simile allo yin yang giapponese: cliccando su questo simbolo vi apparirà la lista dei Livelli di Regolazione, tra i quali dovreste scegliere subito “Tonalità/Saturazione”.
Come vedete nella foto 1 dovete poi selezionare dal menù a tendina della finestra i “Gialli”, e agire sulla saturazione e la luminosità di questi: abbassandole un poco dovreste già vedere dei miglioramenti, ma non insistete troppo sulla luminosità dei colori. Il comando saturazione è più facile da gestire, mentre il comando luminosità produce degli effetti molto marcati.

Nell’immagine n.2 però vi è ancora una lieve dominante rossa, e allora si ripete il processo scegliendo questa volta i “Rossi”: è chiaro che potete agire a ripetizione su tutti i colori sui quali sia necessario intervenire.

A questo punto l’immagine ha ancora bisogno di un po’ di luminosità: dallo stesso simbolo bianco e nero nella palette dei livelli scegliete “Livelli di Regolazione”.
Da qui potrete operare sui tre cursori che regolano le basse luci (parti più scure), le tonalità intermedie, e le alte luci (parti più chiare dell’immagine). In questo caso ho toccato di poco solamente il cursore di destra delle alte luci, in maniera da dare più luminosità all’intera foto.

Un consiglio che ci tengo a dare è questo: per trovare i livelli di regolazione dell’immagine non usate mai i menù a tendina, ma cercateli sempre col simbolo che vi ho indicato nella palette dei livelli. Se usate i menù a tendina otterrete dei livelli temporanei, che non potrete più modificare: nell’altra maniera invece creerete dei reali livelli che potrete riaprire anche in seguito se vorrete modificare qualcosa durante la lavorazione.

Solitamente per correggere le dominanti di un’immagine si lavora sovrapponendo sull’immagine molti livelli di regolazione, fino ad arrivare al risultato desiderato, come nell’immagine iniziale.
Quando riterrete che la vostra immagine è corretta, dovrete solamente appiattirne il livelli con la combinazione di tasti Ctrl-Maiusc-e, ed avrete un normale jpg ad un unico livello, su cui potrete applicare le maschere di contrasto che riterrete opportune.
Ovviamente esistono casi dove la correzione cromatica è molto difficile, e vengono usati metodi molto più complessi, ma io ritengo che lo strumento “Tonalità/Saturazione” unito a “Livelli di Regolazione”, sia estremamente efficace per la maggioranza delle situazioni.
Ovviamente potrete sbizzarrirvi con lo stesso strumento a colorare le vostre foto a piacimento, per ottenere dei viraggi di colore spettacolari.

Se non sono stato chiaro, chiedetemi pure e sarò lieto di rispiegare meglio tutto, e per ora non mi resta che darvi appuntamento a lunedì prossimo. Ciao e grazie a tutti voi che mi seguite sempre più numerosi!

photostar

bilanciamento del bianco

Marzo 19, 2007

calzature e maionese

Ciao a tutti,

voglio continuare sul mio blog seguendo una linea di crescita, partendo dalle cose più semplici per arrivare col tempo a nozioni più tecniche. Oggi intendo affrontare in maniera semplificata l’argomento del bilanciamento del bianco.

Questa funzionalità delle nostre macchine digitali, serve a loro per poter distinguere bene i colori. Le macchine digitali infatti vedono le cose in bianco e nero, ed è solo successivamente che applicano delle griglie di pixel colorati alle foto per mostrarcele con i colori che vediamo sugli schermi lcd o dei nostri pc.

Per permettergli di vedere i colori giusti, siamo obbligati ad effettuare il bilanciamento del bianco, ovvero ad indicare alla macchina qual’è il punto più chiaro della scena inquadrata. Lei si convincerà che il punto indicato rispecchia il bianco puro, e potrà così applicare tutti gli algoritmi che la porteranno a colorare la foto in maniera corretta. Il problema è che in differenti situazioni di luce, cambiano i colori riflessi dagli oggetti, ovvero la temperatura colore degli stessi: questo fa sì che un foglietto bianco al tramonto, apparirà rossiccio.

Di norma le macchine attuali riescono in modalità automatica ad indovinare perfettamente il giusto bilanciamento del bianco, ma ci sono alcune funzionalità che sono comunque interessanti. Ad esempio per chi è abituato a fotografare in macro, è buona norma affidarsi al bilanciamento personalizzato: la macchina richiede che venga scattata una foto di prova per capire le condizioni di luce, e poi prosegue a scattare con quelle impostazioni. In questo caso è d’obbligo effettuare lo scatto di prova su di un cartoncino grigio neutro, come quelli forniti da Kodak per misurare l’esposizione: unico consiglio personale però, è quello di prendere la foto di prova sulla parte bianca del cartoncino. Bisogna sempre ricordarsi che le digitali calcolano tutto sulla base del bianco e non del grigio medio per ottenere colori brillanti.

Un’altra cosa interessante è provare a fare esperimenti sbagliando volontariamente il bilanciamento: da un lato questo può portare a delle variazioni di colore che avreste dovuto fare altrimenti con Photoshop, spendendo molto più tempo, e dall’altro ci può aiutare ad ottenere colorazioni più intense. Un trucco usato da molti fotografi paesaggisti, è quello di fotografare i tramonti in modalità “cielo nuvoloso”: questo obbliga la macchina ad intensificare le tonalità rosse e arancioni, permettendo così di ottenere sempre tramonti spettacolari.

Nelle mie due foto che riporto come esempio, potete notare come nella seconda immagine di destra, i colori risultano molto più caldi e tendenti al rosso. Sembrerebbe scattata nella luce del tramonto, invece erano passati pochi minuti dall’altro scatto: ho semplicemente usato il trucco prima descritto dei paesaggisti per ottenere dei colori più saturi.

Sono stato volutamente approssimativo nella parte tecnica riguardante la temperatura colore, ma ciò che mi premeva oggi era spingervi a fare esperimenti con queste funzionalità delle nostre macchine, per trovare effetti di colore nuovi senza passare ore a lavorare in fotoritocco.

Nel chiudere questo post, vorrei chiedervi di propormi gli argomenti che più vi interessano, così da stimolare meglio la discussione tra tutti i partecipanti di questo blog.

Vi saluto e vi auguro di fare ottime fotografie anche questa settimana, ciao!

Photostar

primo piano

Marzo 11, 2007

Villa d’Este, TivoliVilla d’Este, Tivoli 2

Ciao a tutti!

Nelle scorse settimane ho avuto più visitatori di quanti me ne aspettassi: ciò mi ha fatto molto piacere, e vi ringrazio tutti del vostro interesse. Ricordatevi però che mi farà piacere anche sentire un vostro parere sulle cose che scrivo, così da poter confrontare le opinioni di tutti.

Questa settimana voglio parlare di un argomento che a me sta molto a cuore, e che uso come caposaldo di tutto il mio stile fotografico: avvicinare sempre il soggetto il più possibile.

Quando si scatta una foto bisognerebbe sempre stabilire qual’è il vero soggetto dell’immagine (sempre che ne abbiamo il tempo prima di scattare). Una volta individuato il soggetto, bisogna mettersi nell’ordine di idee che l’attenzione di chi guarda l’immagine deve andare su di esso, e tutto il resto diventa accessorio. Ecco perchè a me piace molto riempire l’immagine con il soggetto della foto, escludendo tuto ciò che non conta.

Le foto che riporto come esempio, le ho scattate alla Villa D’Este a Tivoli (Roma) e riguardano una delle tante fontanelle che stanno lungo la Passeggiata Cardinalizia.

Come si può vedere già nella prima foto, ho inquadrato la fontana da sola, in maniera che il soggetto della foto fosse ben chiaro, senza che l’attenzione potesse andare anche su altri elementi di distrazione. Nella seconda foto ho voluto però sringere ancora di più l’inquadratura, concentrandomi solo sull’espressione della figura: in questa maniera ne è uscita una foto che ha un’impatto visivo molto migliore. Adesso si riconosce sempre che si tratta di una fontana, ma possiamo distinguere bene le fattezze e l’espressione quasi viva del mostro.

Ritengo che riempire l’inquadratura, tagliando fuori tutti gli elementi che non interessano sia sempre un’ottima maniera per dare espressività alle nostre immagini. Ovviamente ho visto foto di grandi fotografi di moda che ribaltavano completamente questo concetto, ma credo che sia meglio avventurarsi su certi terreni solo quando si ha una certa padronanza della ripresa.

C’è inoltre da dire che questa teoria è applicabile a foto che vogliono essere piuttosto spettacolari o d’impatto, e occupandomi di sport e moda è più facile utilizzare il metodo esposto. Diverso sarebbe il discorso per la fotografia ad esempio di reportage, in quanto una foto come quella proposta subirebbe subito una critica del tipo: “questa immagine non dice nulla del luogo in cui è stata scattata”. E’ ovvio che a seconda del lavoro che stiamo facendo dobbiamo operare in maniera adeguata e diversa, ma in determinati ambiti questo metodo dà dei risultati veramente buoni: è ottimo anche per le foto che facciamo ad esempio ai nostri figli o ai nostri amici. Quante foto abbiamo visto dei nostri amici tagliati a metà busto, con due metri di cielo sopra la testa? Provate ad inquadrare solo i loro volti, e vedrete come cambieranno le vostre foto!

Mi auguro che i miei aticoli non risultino lunghi o noiosi, ma sto cercando di concentrare nel minor spazio possibile i concetti che voglio esporre.

Nella speranza di aver toccato anche oggi la vostra curiosità, vi saluto e vi aspetto numerosi. Ciao!

Photostar

auguri!!

Marzo 8, 2007

Ciao a tutti,

scrivo questo post solamente per fare gli auguri a tutte le Donne che seguono il mio blog.

Ci tengo a farlo perchè ammiro molto le Donne per un sacco di cose, e non solo per il loro corpo fisico: sono convinto che in molte cose siano di gran lunga più in gamba di noi ometti. :-)

Auguri quindi a tutte le Donne in questo giorno dedicato a loro, sperando che siano più rispettate e meglio riconosciute in futuro, ma anche perchè … possano essere sempre di più quelle che si sapranno far rispettare e riconoscere nella società moderna. Ciao!

P.S.: lunedì dovrei essere in grado di pubblicare il prossimo post fotografico. :-)

problemi di linea

Marzo 5, 2007

Ciao a tutti,

purtroppo è da questo sabato che non riesco più a connettermi tramite la linea adsl, e anche in questo momento mi sono collegato con la vecchia isdn. Chiaramente non posso pubblicare un post comprensivo di fotografie con questa linea, perchè ci impiegherebbe tutto il pomeriggio.

Mi trovo perciò obbligato a rimandare la pubblicazione del nuovo post, che tra l’altro avevo già preparato, e che riguardava sempre l’inquadratura e una maniera di rendere le immagini molto più piacevoli ed espressive.

Per il momento ciò che mi sento di dire è che vorrei spronare chiunque abbia una vera passione per la fotografia o le digital arts, a non fermarsi mai di studiare, e se possibile di seguire una buona scuola. E’ vero che la maggior parte costano molto (come quella che avevo seguito io!), ma se c’è la volontà di studiare e provare, chiunque potrebbe farcela a diventare un professionista o comunque a diventare un valido artista.

Mi è capitato molte volte di sentir dire: “chissà quali tecniche e strumenti costosi ha usato quel fotografo per creare quell’immagine!”. In realtà, dietro le immagini dei grandi fotografi, si cela spesso solo un sapiente uso della macchina, guidato da tanto studio, numerosi tentativi fallimentari e una buona dose di autoapprendimento sulle proprie esperienze.

Io ho sempre amato molto la fotografia di Helmut Newton, e mi ricordo di essermi stupito a Milano, quando in una sua mostra ho visto un video dove si vedeva chiaramente che stava lavorando con una sola lampada ad illuminare la scena. La sua grande abilità stava nel sapere perfettamente dove metterla: tutto qua, anche se non è poco!

Il mio invito è perciò quello di tentare e ritentare fino a trovare i risultati voluti. Questo è ciò che mi ha spinto a continuare sempre e fino ad ora: tenete sempre conto che la foto la fa il fotografo e nessun altro. Nessuna tecnologia potrà farvi scattare delle grandi immagini da sola: la vera differenza la farete voi.

Sono un po’ triste per il fatto che non ho potuto pubblicarvi un post adeguato, ma spero di rimettere tutto in ordine al più presto. Per il momento vi saluto, e vi ringrazio della fiducia che mi state accordando, a presto!